Si dice “Non c’è il due senza il tre” e così dopo le gelate del 2010 e del 2011 anche il 2012 parte con una stagione molto difficile per gli olivicultori.
Nella collina interna Toscana si è chiusa l’annata 2011 con una produzione molto scarsa con circa 1/3 di olio mediamente prodotto.
Presso l’azienda Renello -Trequanda (Siena) abbiamo avuto punte di gelate fino a -10 C°, il tutto aggravato da una combinazione di un’abbondante e persistente nevicata(circa 100 Cm) e forti venti gelidi, che hanno soffiato per circa 15 giorni.
Il vento gelido ha provocato stroncature di branche e rami sulle piante tradizionali, mentre sui nuovi impianti intensivi molte giovani piantine sono state piegate e stroncate dal peso della neve e non lasciano grosse speranze di ripresa.
I danni da neve-gelo si amplificheranno alla ripresa vegetativa, specie sulle foglie della pianta; queste assumeranno una colorazione bronzea, gli apici dei germogli disseccheranno ed in seguito cadranno lasciando la pianta semi o completamente defogliata. Il vento gelido, purtoppo è arrivato dopo un inverno troppo mite .
La storia delle gelate ci insegna che il danno si amplifica quando il fenomeno meteorologico si prolunga per piu’ giorni soprattutto in presenza di vento, gelate e neve.
CHE FARE?
Le ferite provocate dall’azione combinata dal gelo,neve e vento diventano luoghi di infestazione della rogna. La rogna o tubercolosi, prodotta dal batterio Pseudomonas savastanoi, si manifesta sulla corteccia con tubercoli duri e legnosi che deprimono l’attività vegetativa della pianta, provocando anche il disseccamento di interi rami. Si dovranno eseguire interventi preventivi con poltiglia bordolese o con ossicloruri di rame.
Se invece i danni saranno molto evidenti sulle branche e sui rami, è consigliabile attendere temperature piu’ miti e fuori da rischi gelate, e verificare il livello del danno, in base a come vegeteranno le piante. Quindi si deciderà se intervenire con una potatura di pulizia con un diradamento del secco, o se addirittura è meglio un intervento più incisivo con sbrancature o tagli sul fusto. La potatura va eseguita tagliando sotto la zona devitalizzata, si fa notare che il legno ottenuto dalla potatura deve essere assolutamente allontanato dalla pianta. La defogliazione inciderà sulla formazione e sviluppo delle gemme a fiore e di conseguenza la produzione di olive sarà minima o completamente assente.
L’anno scorso sui giovani impianti (piante da talea) abbiamo eseguito su molte piantine di 1 e 2 anni tagli al colletto, mentre in altre abbiamo cercato di salvare il salvabile.
L’esperienza dello scorso anno è stata significativa e siamo certi che in caso di minimo dubbio è conveniente eseguire un taglio al colletto e poi selezionare tra i nuovi succhioni quello in posizione piu’ eretta.
