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Avversità dell'olivo

Storia dell'olio extra vergine d'oliva Mosca dell'Olivo
In quasi tutte le aree in cui è coltivato l’olivo c’è un nemico quasi invisibile che agisce indisturbato. Si tratta del parassita più pericoloso della coltura olivo, la mosca delle olive (Bactrocera oleae).
La mosca dell’ulivo è simile alle altre mosche che colpiscono la frutta con dimensioni di circa 4-5 mm, facilmente riconoscibile dal "puntino" nero presente all’apice delle ali (vedi figura a lato). Il clima gioca un ruolo importante per lo sviluppo di questa specie che sono diverse per i singoli stadi di vita di questo insetto (tre stadi larvali).
Le condizioni di temperatura ideale di questo insetto sono quelle comprese tra 22-30°C.
Il periodo di pre-ovideposizione delle femmine neosfarfallate è di circa 5-7 giorni alla temperatura di 25°C, mentre la durata dello stadio di uovo, larva e pupa è rispettivamente di 3, 14 e 15 giorni.
Gli adulti della mosca diventano attivi solo quando la temperatura supera i 14°C e si arresta allorquando questa supera i 31-33 °C. Va sottolineato che il perdurare di giornate estive caratterizzate da alte temperature (maggiori di 31°C), bassa umidità ed assenza di pioggia causano un'elevata mortalità delle uova e delle larve presenti all'interno dei frutti.
I danni provocati dalla mosca dell’olivo sono sostanzialmente tre:
- distruzione diretta della polpa di cui si alimentano le larve
- caduta dei frutti infestati (cascola)
- alterazione della qualità delle olive con conseguenze sulla qualità dell’olio che se ne ottiene
La lotta alla mosca dell’olivo
Quando le olive con punture fertili, cioè con presenza di uova o giovani larve, raggiunge il 10% del campione preso in esame, è conveniente eseguire un trattamento. Un campione attendibile può essere formato da 100 olive recuperata su 10 piante prensenti su una coltivazione di un ettaro.
Trattamenti mosca dell’olivo
I trattamenti applicati contro la mosca dell’olivo sono sostanzialmente tre:
- trattamenti chimici
- lotta biologica ed integrata
- lotta biotecnica


Rogna
La rogna o tubercolosi, prodotta dal batterio Pseudomonas savastanoi, si manifesta sulla corteccia con tubercoli duri e legnosi che deprimono l'attività vegetativa della pianta, provocando anche il disseccamento di interi rami. L'agente patogeno penetra nelle piante attraverso lesioni provocate da gelo, da grandine, da ferite inferte da insetti o dalle operazioni di potatura e di raccolta (bacchiatura). E' necessario intervenire con trattamenti preventivi di poltiglia bordolese.

Lebbra
Si tratta di un fungo che colpisce le olive prossime alla maturazione, e solo eccezionalmente la vegetazione della pianta. Le drupe colpite, manifestano inizialmente una tacca rotondeggiante depressa e scura; in seguito si raggrinziscono, mummificano e cadono. Il fungo si sviluppa in seguito ad andamenti climatici autunnali piuttosto umidi. La lotta si basa su 1-2 trattamenti, in ottobre - novembre, con poltiglia bordolese.

Occhio di pavone
Detto anche cicloconio è un fungo che si insedia sulla pianta perforando la cuticola delle foglie, sviluppandosi al suo interno. Le foglie infette presentano sulla pagina superiore, macchie circolari grigio - rossastre al centro e bruno - scuro alla periferia, da cui il nome occhio di pavone. Un attacco diffuso provoca la caduta delle foglie, con rilevanti ripercussioni sulla differenziazione a fiore delle gemme. Il parassita si sviluppa in autunno e in primavera in presenza di elevata umidità e con temperature attorno a 12gradi. La lotta va condotta con prodotti rameici (poltiglia bordolese).

Altre avversità:

Vento
Il vento con la sua azione meccanica e disidratante provoca danni alla vegetazione. Una alterazione particolare, dovuta a venti salsi, è la brusca non parassitaria che provoca il disseccamento della parte distale della lamina fogliare. Gli impianti possono essere protetti mediante barriere frangivento (reti, piante).

Freddo
I danni da freddo causati quando la temperatura decresce bruscamente, si manifestano sulle foglie
della pianta; queste assumono una colorazione bronzea ed in seguito cadono lasciando la pianta completamente defogliata. In caso di freddo intenso, si può arrivare alla necrosi del cambio nei rami più giovani estendendosi via via anche a quelli più grossi, fino a interessare branche e tronco. Dunque, la pianta presenta lesioni sui diversi organi ed il sollevamento della corteccia.
Nel caso di gelate primaverili il danno può interessare gli organi fiorali. Le ferite provocate
dal gelo diventano luoghi di infestazione della rogna.

Siccità
L'olivo è una pianta che si adatta a climi caldi e aridi, ma può comunque subire danni per carenza idrica prolungata, specie nelle piante giovani. In tal caso provoca rallentamenti nella crescita e ritardi nell'entrata in produzione. Nelle piante adulte il danno maggiore è l'abscissione delle olive con forti perdite di prodotto. Irrigazioni di soccorso e lavorazioni superficiali che riducono la dispersione idrica del terreno sono necessarie per la difesa della pianta.

Carenze nutrizionali
Anomalie nelle caratteristiche fisico - chimiche del terreno o errate concimazioni possono creare condizioni di carenza dei vari elementi nutritivi (macro e microlelementi) alterandone la crescita e
la biologia della pianta. Nell'olivo il fenomeno tipico riscontrabile è la borocarenza. Quantità insufficienti di questo elemento determinano scolorimento, disseccamento e caduta delle foglie, avvizzimento dei rami con eccessivo sviluppo dei succhioni e crescita dei germogli a rosetta.
Per ovviare a questa carenza nutrizionale è sufficiente la concimazione fogliare.